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398 | note. |
ricordato da Leonardo nel Codice Atlantico: folio 207 r°, e che è la fonte capitale di tutto il Bestiario del Vinci. Intorno a quest’ultimo si veda: A. Springer, Ueber den Physiologus des Leonardo da Vinci, in Berichte über die Verhandlung der k. sächs. Gesell. d. Wissen. za Leipzig. Philolog. -hist. Classe. Leipzig, 1884. Fasc. 3-4; e Goldstaub und Wendriner, Ein tosco — venezianischer Bestiarius. Halle, 1892. Pag. 240-254: Anhang zu Kap. VI, Exkurs iiber den Bestiarins des Leonardo da Vinci, che riavvicina al testo del manoscritto H passi di Solino, di Alberto Magno, di Ugo da San Vittore, di Vincenzo di Beauvais, del Neckam.
4 Fior di virtù, Roma, 1740. Cap. III, pag. 22-23: Del vizio dell’invidia appropriato al nibbio.
5 Ivi, cap. IV, pag. 26: Dell’allegrezza appropriata al gallo.
6 Ivi, cap. V, pag. 29: Del vizio della tristizia appropriato al corbo.
7 Ivi, cap. VII, pag. 34: Della virtù della pace appropriata al castoro.
8 Ivi, cap. VIII, pag. 37-38: Del vizio dell’ira appropriato all’orso.
9 Ivi, cap. IX, pag. 43: Della virtù della misericordia, ed è appropriata a’ figliuoli dell uccello ipega.
10 Ivi, cap. XII, pag. 58: Del vizio dell’avarizia appropriato alla botta.