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Ursula von der Leyen è stata rieletta presidente della Commissione europea

Nel suo discorso al Parlamento europeo, l'annuncio di un commissario al Mediterraneo e della lotta al cyberbullismo. Ottenuta la maggioranza dall'alleanza tra popolari e socialisti
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeoFREDERICK FLORIN/AFP via Getty Images

Ursula von der Leyen è stata rieletta presidente della Commissione europea. Candidata favorita, ha ottenuto 401 voti in favore, 284 contrari e 15 astenuti al Parlamento europeo. La votazione si è tenuta nel pomeriggio, verso le 13 e il risultato è stato diffuso alle 14.15. Von der Leyen, membro del Partito popolare europeo (Ppe) si era candidata a un secondo mandato già lo scorso febbraio ed era stata confermata a fine giugno dal Consiglio europeo.

Per essere rieletta necessitava di almeno 361 voti su 720, ossia la maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea. Von der Leyen sapeva di poter contare su una base di 401 voti provenienti dall'alleanza che l'ha eletta nel 2019. Questa coalizione comprende il Partito popolare europeo (Ppe), il gruppo più numeroso con 188 deputati, i Socialisti e democratici (S&D) e i liberali di Renew Europe. Tuttavia, l'esito rimaneva incerto per due ragioni principali. In primo luogo, il numero complessivo di deputati di questa alleanza è inferiore rispetto a cinque anni fa, riducendo il margine di sicurezza. In secondo luogo, la natura segreta del voto avrebbe potuto incoraggiare defezioni, soprattutto tra i membri più critici o meno allineati all'interno di ciascun gruppo. Fratelli d'Italia ha votato contro.

Il discorso di von der Leyen

Le scelte definiscono il destino e in un mondo pieno di avversità il destino dipende da ciò che faremo ora - ha detto la candidata presidente all'assemblea riunita in sessione plenaria -. L'Europa è davanti a una scelta decisiva che definirà la nostra posizione nel mondo nel prossimo quinquennio. L'Europa non può controllare dittatori e demagoghi nel mondo ma può scegliere di tutelare la nostra democrazia”. Ursula von der Leyen ha messo nero su bianco in 30 pagine il suo progetto politico. "È essenziale che il centro democratico in Europa regga. Ma se questo centro deve reggere, deve essere all'altezza delle preoccupazioni e delle sfide che i cittadini devono affrontare", si legge.

La presidente della Commissione designata si impegna a mantenere in piedi il Green Deal europeo, oggetto di polemiche in campagna elettorale, e a lanciare un piano per l'industria pulita nei primi 100 giorni del mandato. Obiettivo: centrare la riduzione delle emissioni del 90% per il 2040. "Il Clean Industrial Deal deve consentirci di investire di più insieme nelle tecnologie pulite e strategiche e nelle industrie ad alta intensità energetica", si legge, e "per questo proporrò un nuovo Fondo europeo per la competitività nel quadro della nostra proposta per un bilancio nuovo e rafforzato". "Per quanto riguarda i finanziamenti e gli investimenti pubblici, la prima priorità sarà garantire l'utilizzo delle risorse disponibili tramite NextGenerationEU e il bilancio attuale", ha detto Von der Leyen. La candidata presidente ha richiamato la necessità di una tregua a Gaza: "La soluzione a due Stati è il modo migliore per garantire la sicurezza, per entrambi, israeliani e palestinesi. La gente della regione merita la pace e la prosperità, e l'Ue sarà con loro". Respinte con forza le interferenze esterne di Cina e Russia.

Tra le nomine previste: un commissario alla Difesa, uno al Mediterraneo, che lavorerà a stretto contatto con l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, e un “vicepresidente per l'implementazione, la semplificazione e le relazioni interistituzionali”. "Dobbiamo rendere le imprese più facili e veloci in Europa. Metterò velocità, coerenza e semplificazione tra le principali priorità politiche", sottolinea von der Leyen, che anticipa che "ogni commissario avrà il compito di concentrarsi sulla riduzione degli oneri amministrativi e sulla semplificazione dell'attuazione: meno burocrazia e rendicontazione, più fiducia, migliore applicazione, autorizzazioni più rapide".

Linea ferma contro l'estrema destra: “Sono convinta che la versione dell'Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale sia comunque la migliore versione dell'Ue della storia. Non lascerò che la polarizzazione estrema della nostra società venga accettata e non accetterò che gli estremismi o le demagogie distruggano il nostro stile di vita europeo”. Fronte tech, dice: "Affronteremo la piaga del cyberbullismo, agiremo contro la progettazione delle piattaforme che inducono dipendenza e convocheremo la prima inchiesta a livello Ue sull'impatto dei social media sulla salute dei giovani. L'infanzia e l'adolescenza sono periodi di straordinario sviluppo ma anche di vulnerabilità, vediamo sempre più report sulla crisi della salute mentale. I social media, l'eccessivo tempo davanti allo schermo e le pratiche di dipendenza hanno fatto il loro tempo".

Le prospettive del voto

Una eventuale bocciatura della Spitzenkandidat del Ppe, evento mai accaduto prima, avrebbe potuto significativi ritardi e complicazioni politiche. I leader della maggioranza avrebbero dovuto infatti proporre un nuovo candidato entro un mese, posticipando l'insediamento del nuovo presidente all'inizio del 2025 anziché a novembre, con conseguente stallo istituzionale.

Il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), di cui Fratelli d'Italia è la maggiore delegazione, è rimasto incerto sul proprio appoggio fino alla fine e si è mosso in ordine sparso. Infatti, nonostante alcune posizioni più radicali, Ecr condivide diverse vedute con la maggioranza Ursula, come il sostegno all'Ucraina, distinguendosi perciò da altri gruppi di estrema destra. In cambio del loro supporto, i conservatori chiedono da mesi un maggior coinvolgimento nelle nomine alle cariche Ue, da cui sono stati finora largamente esclusi. Von der Leyen ha mostrato una certa aperture verso questa proposta, pur escludendo una "collaborazione strutturale" con il gruppo di destra, per non alienarsi la sua stessa maggioranza. Fratelli d'Italia ha votato contro. In questa situazione, la scelta di Giorgia Meloni, leader del gruppo, si prospetta rischiosa, anche perché all'interno dei Conservatori ci sono almeno due delegazioni, quella ceca e quella olandese, che hanno deciso di dare il proprio appoggio a von der Leyen.